DiAPAson - Daily Activities, Physical Activities and Interpersonal relationships

USO DEL TEMPO QUOTIDIANO, ATTIVITÀ FISICA, QUALITÀ DELLE CURE E RELAZIONI INTERPERSONALI IN PERSONE CON DISTURBI DELLO SPETTRO DELLA SCHIZOFRENIA: UNO STUDIO MULTICENTRICO ITALIANO

#1

Oltre 40 anni dopo l’approvazione della legge 180, che ha sancito una graduale chiusura di tutti gli Ospedali Psichiatrici (OP), i pazienti che richiedono un’assistenza a lungo termine sono assistiti nelle Strutture Residenziali (SR), le quali comprendono strutture con diversi livelli di intensità assistenziale. Purtroppo, sino ad oggi in Italia (così come a livello internazionale) non è stata sviluppata alcuna tassonomia delle SR definita secondo criteri operazionali concordati, e le Regioni adottano criteri classificatori, organizzativi ed economici per le SR estremamente differenziati. Studi recenti hanno esplorato il ruolo “complesso” delle SR in Italia, evidenziando come la maggior parte dei pazienti (la gran parte dei quali con un Disturbo dello spettro schizofrenico, DSS) trascorra pochissimo tempo impegnata in attività finalizzate e presenti bassi livelli di attività fisica (AF) (cfr. progetto PROGRES; de Girolamo et al., 2002; progetto PERDOVE; Cella et al., 2016; Vancampfort et al., 2012).

#2

In generale, la valutazione dell’uso del tempo quotidiano si basa su interviste cliniche e questionari, sebbene la loro natura (per lo più retrospettiva) renda tale valutazione soggetta a bias di vario genere (Ben-Zeev, 2012). Pertanto, da vari anni gli studi sull’uso del tempo si basano sempre più su valutazioni prospettiche e realizzate in tempo reale, come avviene nel caso dell’Experience Sampling Method (ESM) che permette lo studio del tempo quotidiano (e dei suoi correlati: luoghi visitati, persone incontrate, attività svolte, emozioni vissute, etc.) meno vulnerabile agli errori di accuratezza o completezza associati alla memoria di eventi o esperienze passati (recall bias). È stato peraltro dimostrato che la metodologia ESM è adatta anche all’impiego con pz con DSS (Myin-Germeys et al., 2003; Ben-Zeev, 2014). Inoltre, metodi oggettivi per valutare la quantità totale di AF (misurata come quantità, minuti al giorno e intensità [METS] di AF, e riassunta come dispendio energetico settimanale rispetto al tasso metabolico a riposo), come pure il tasso di sedentarietà e la quantità e la qualità del sonno, sono variabili raccomandate per analizzare i livelli reali di AF in campioni sia di popolazione generale che in campioni clinici, e sembrano particolarmente rilevanti per questa popolazione ad alto rischio di comorbidità fisica, ascrivibile a vari fattori di rischio quali trattamento farmacologico, dieta inappropriata e sedentarietà (Killaspy et al., 2016).

#3

Un altro fattore importante, che sembra essere strettamente associato ai risultati conseguiti nel trattamento di questi pazienti, è la qualità delle relazioni tra lo staff e i pazienti stessi (McCabe & Priebe, 2004). Lo staff delle SR svolge un ruolo chiave nella vita dei pazienti lì ospitati, anche a causa della dimostrata limitatezza dei contatti con persone esterne alle strutture stesse; inoltre la qualità del setting può ovviamente influenzare la qualità di vita (QOL) dei pazienti. Tutto ciò evidenzia la necessità di un’analisi approfondita della qualità delle cure, con l’obiettivo di migliorare la qualità delle stesse e, in definitiva, il benessere dei pazienti.

 

#1 Uso del tempo quotidiano

Obiettivo specifico 1 – Studio 1 – Fase 1 della raccolta dati Valutare l'uso del tempo quotidiano (ad es., quantità di tempo speso in differenti attività) nei: i) pazienti con DSS che vivono in strutture riabilitative, ii) pazienti ambulatoriali con DSS (appaiati per età, genere e diagnosi) e iii) dati raccolti nella popolazione generale attraverso l’indagine ISTAT sull’uso del tempo quotidiano [OB1].


#2 Attività fisica

Obiettivo specifico 2 – Studio 2 – Fase 2 e 3 della raccolta dati Valutare i pattern delle attività quotidiane nei pazienti ospiti di strutture riabilitative, in pazienti ambulatoriali con DSS e nei soggetti sani utilizzando la metodologia ESM e monitorando l’AF con un multi-sensore (actigraphy) in questi tre gruppi. Nel dettaglio, si vuole caratterizzare la direzione delle associazioni tra l’attività svolta, l’energia percepita, l’AF e l’umore nel contesto quotidiano [OB2a]; valutare se questi pattern differiscono nei tre gruppi [OB2b].


#3 Qualità delle relazioni

Obiettivo specifico 3 – Studio 3 – Fase 1 della raccolta dati Valutare la qualità delle relazioni tra staff e pz negli ospiti di SR, indagando il contributo del livello di benessere generale e burnout nell’associazione tra qualità delle relazioni interpersonali, controllando specifiche variabili dei pazienti (tra cui psicopatologia, qualità della vita, bisogni, funzionamento sociale e occupazionale) [OB3a]. Valutare la qualità dell'assistenza fornita in ciascuna SR [OB3b].


Giovanni de Girolamo

U.O. di Psichiatria Epidemiologica e Valutativa - IRCSS Centro San Giovanni di Dio Fatebenefratelli.

Giovanni de Girolamo è Dirigente Medico di II° Livello e Responsabile dell’Unità Operativa di Psichiatria Epidemiologica e Valutativa presso l’I.R.C.C.S. Fatebenefratelli...

Fabrizio Starace

Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell’AUSL di Modena.

Fabrizio Starace è Direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell’AUSL di Modena, professore a contratto di Psichiatria Sociale e di Salute Mentale di Comunit&...

Matteo Rocchetti

Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze della ASST di Pavia.

Matteo Rocchetti è psichiatra dirigente medico di primo livello presso l’ASST di Pavia, dove lavora presso la comunità riabilitativa del polo Torchietto e presso l’SPDC di Pa...

Per informazioni, richieste e comunicazioni scrivere a:
Dott.ssa Ilaria M.A. Benzi ibenzi@fatebenefratelli.eu

 

 
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